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domenica 12 aprile 2026

Recensione del libro "Trilogia della città di K." di Agota Kristof

Questo libro è una storia nella storia, una realtà che si fa finzione, un intreccio di verità e fantasia che si fa fatica a districare. Il racconto, narrato in uno stile asciutto e impersonale, costituito da frasi secche e brevi, è appassionante perché ricco di episodi curiosi, macabri, grotteschi che non lasciano il tempo al lettore di annoiarsi. È dunque una lettura tutto sommato piacevole, tuttavia personalmente fatico a cogliere il senso complessivo della storia, il messaggio che vorrebbe lanciare. Ma questa è solamente una mia personale sensazione perché sono convinto che ogni libro, e più in generale ogni opera d'arte, parli a ciascuno con tempi e modi diversi; ci sarà dunque sicuramente qualcuno che avrà tratto ottimo spunti di riflessione anche da questo romanzo.

I miei figli ogni tanto se ne escono con: a cosa serve nella vita studiare latino (sapere fare le divisioni, conoscere i promessi sposi, fare l'analisi grammaticale eccetera eccetera)? Aggiungo io: a cosa serve nella vita aver letto Trilogia della città di K.? La mia risposta, quella che do anche ai miei figli, è molto banale, talmente banale che non la scrivo nemmeno qui e la lascio immaginare a voi lettori di questa recensione (chi mai saranno poi questi lettori è arduo immaginare, se per caso sei uno di questi se vuoi lascia un mi piace). 

giovedì 26 marzo 2026

Recensione del libro "Resto qui" di Marco Balzano

Il romanzo è interessate da due punti di vista: innanzitutto per le vicende storiche all'interno delle quali si sviluppa la trama del racconto. Si narra infatti della situazione molto particolare che si è venuta a creare in quell'angolo di Italia, di cultura prevalentemente austriaca, quando il fascismo prima e il nazismo poi hanno stravolto la vita delle pacifiche comunità contadine che abitavano quelle vallate. Aggiungiamo a questo l'irruzione sulla scena della seconda guerra mondiale e la sciagurata decisione del governo italiano di costruire una diga là dove sorgono i paesi di Curon e Resia e avremo la tempesta perfetta!

È in questo scenario che si innestano le vicende umane, inventate ma realistiche, dei protagonisti del romanzo, che costituiscono il secondo motivo di interesse. In uno stile asciutto e chiaro l'autore descrive le peripezie di una donna e un uomo che, nonostante tutto, decidono di restare in paese e di affrontare con coraggio un periodo storico così complicato. 

sabato 21 marzo 2026

Recensione del libro "L'amore bugiardo" (Gone girl) di Gillian Flynn

Romanzo di piacevole lettura grazie a una trama avvincente e a diversi colpi di scena che cambiano completamente la prospettiva da cui il lettore guarda all'intera vicenda.

La narrazione stessa rimbalza continuamente dal punto di vista di lui a quello di lei in modo tale che la cronologia dei fatti venga ricostruita un passo alla volta e solo verso la fine di riesca a mettere insieme tutti i pezzi del puzzle.

In sostanza un buon thriller leggero e poco impegnativo... Sempre che anche voi o il vostro partner non siate uno/a psicopatico/a assassino/a! 

martedì 24 febbraio 2026

Recensione del libro "La strada" di Cormac McCarthy

Opera cupa e angosciante permeata di colori scuri, freddo, pioggia, tristezza, ferocia, disumanità, tragedia, morte.

Questo è La Strada, un romanzo on the road dove apparentemente non c'è spazio per la pietà, non c'è amore in questo mondo di cenere e di violenza. Però, nonostante tutto sembri perduto, c'è lui: il bambino. È lui il motore di tutta la vicenda, è solo ed esclusivamente per lui che il padre si trascina in questo viaggio allucinante senza speranza; è lui l'unico che prova ancora sentimenti umani come la pietà, l'altruismo, l'interesse per la sorte degli altri. È lui il predestinato, colui che forse, alla fine, porterà luce e speranza in questo mondo devastato.

Questo è un libro sull'amore. L'amore di una madre che mette al mondo un figlio quando tutte le circostanze sembrano avverse; l'amore infinito di un padre che è pronto a tutto per il suo bambino: perfino a ucciderlo, se le circostanze lo richiedessero, per salvarlo dalla fine crudele che avrebbe dovuto sopportare se fosse caduto nelle mani dei cattivi. L'amore di un bambino, nonostante tutto, per l'umanità e per la vita.

martedì 10 febbraio 2026

Recensione del libro "Atti Umani" di Han Kang

Romanzo tosto ricco di sofferenza, dove la morte aleggia per tutta la durata della storia. Nonostante il fatto che le vicende narrate si svolgano in un periodo buio e terribile per la Corea del Sud, l'autrice non si concede giudizi personali sui protagonisti di quel periodo storico, ma lascia che siano i fatti a parlare. Fatti raccontati dal punto di vista dei diversi protagonisti, con frequenti cambi di scena, flashback e salti spazio-temporali. C'è tuttavia un leitmotiv che permea tutto il romanzo: sono quegli "atti umani" che, nell'inferno della tragedia vissuta dai protagonisti, fanno tornare la fiducia nell'umanità. I piccoli e grandi atti di eroismo: occuparsi dei cadaveri, aiutarne il riconoscimento, cercare il contatto umano quando tutto sembra perduto, ribellarsi alle autorità rischiando la vita, in una parola restare "umani".

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