Recensione del libro "La strada" di Cormac McCarthy
Opera cupa e angosciante permeata di colori scuri, freddo, pioggia, tristezza, ferocia, disumanità, tragedia, morte.
Questo è La Strada, un romanzo on the road dove apparentemente non c'è spazio per la pietà, non c'è amore in questo mondo di cenere e di violenza. Però, nonostante tutto sembri perduto, c'è lui: il bambino. È lui il motore di tutta la vicenda, è solo ed esclusivamente per lui che il padre si trascina in questo viaggio allucinante senza speranza; è lui l'unico che prova ancora sentimenti umani come la pietà, l'altruismo, l'interesse per la sorte degli altri. È lui il predestinato, colui che forse, alla fine, porterà luce e speranza in questo mondo devastato.
Questo è un libro sull'amore. L'amore di una madre che mette al mondo un figlio quando tutte le circostanze sembrano avverse; l'amore infinito di un padre che è pronto a tutto per il suo bambino: perfino a ucciderlo, se le circostanze lo richiedessero, per salvarlo dalla fine crudele che avrebbe dovuto sopportare se fosse caduto nelle mani dei cattivi. L'amore di un bambino, nonostante tutto, per l'umanità e per la vita.



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