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giovedì 3 aprile 2014

Aforismi

Papà è finito il miele, bisogna dire alle api di farne dell'altro.

martedì 4 marzo 2014

Aforismi (3)

- oggi che giorno è?
- sabato
- e domani?
- domani è domenica, è festa!
- di chi è la festa?
- mmh, è la festa di Gesù
- allora domani Gesù è chiuso!

Aforismi (2)

In macchina, fuori c'è la neve.
"Io posso uscire perché ho le scarpe da neve, voi no perché avete le scarpe da marciapiede "

martedì 28 gennaio 2014

Ciucci, sigarette e Candy Crush Saga

I bambini sono maestri di vita. Bisogna solo saperli ascoltare come ha fatto questo papà, che a furia di raccogliere frasi del figlio, ci ha pure scritto un libro:



I bambini infatti non hanno filtri, sono puri, genuini, non contaminati, sono esseri umani allo stato puro, almeno finchè non entrano nei meccanismi della nostra società. Forse lo scopo ultimo dell'uomo, il suo obiettivo finale, è proprio quello di tornare bambino. Il famoso nirvana, la salvezza, la liberazione, altro non è che il ritorno alle origini, a quell'essere incontaminato che è il bambino. (scusate la digressione filosofica)

Ebbene Sara mi ha stupito e meravigliato per la sua determinazione: aveva deciso che avrebbe regalato il ciuccio a Caterina, la cuginetta appena nata, e l'ha fatto senza esitazione. Ciuccio che da quando è nata l'ha accompagnata tutte le sere nel prendere sonno, ciuccio che è sempre arrivato in soccorso quando era stanca o nei momenti di sconforto.
Di punto in bianco, su sua decisione, da venerdi scorso il ciuccio non c'è più. La prima sera è stata difficile, ha pianto per almeno mezz'ora recitando una sorta di orazione funebre, un lamento - "ciuccio, ciuccio" - senza rabbia ma con disperazione, come quando si piange una persona cara.
Poi nei giorni seguenti basta, a parte qualche raro e fugace momento di rimpianto.

E' stata per me una grande lezione: io non sono fumatore, ma penso che la sua decisione di abbandonare il ciuccio sia paragonabile a quella di un fumatore incallito che di punto in bianco decide di smettere.
Perciò ho deciso che farò anch'io una piccola, insignificante rinuncia: non giocherò più a quel maledetto candy crush saga, che diventa una perdita di tempo e ti impedisce di godere di altri piaceri quali la lettura di un buon libro.

E voi, a cosa rinunciate?

Un caro saluto


Aforismi (1)

Voglio inaugurare una nuova rubrica chiamata "aforismi" di Sara.
Spesso i bambini ci stupiscono con perle di saggezza incredibili o battute esilaranti, sarebbe bello raccoglierle e meditarle.

Papà "Ti sei messa il profumo?"
Sara "Si il profumo della mamma!"
P "Anche la barbie si è messa il profumo?"
S "Ma nooo papà! i finti non mettono il profumo!"

mercoledì 18 settembre 2013

Addio al Celibato Martino

Cronaca fotografica di un'eroica giornata.

[update: in rosse le integrazioni di Diego]


La cabina di Bolla si presta per un discreto e inosservato cambio d'abito








In tenuta da lavoro (?!?) ci rechiamo senza indugio in via Sestri a raccattare qualche spiccio




Ecco i video della performance!






Con poco successo vista la scarsa affluenza... Si parte per Lencisa dove il Martino si concede un ottimo Biancoamaro (il secondo dopo quello offerto dal simpatico barista di via Sestri)



Pisciatina durante l'ascesa




Finalmente scopriamo il mezzo che consentirà il ritorno a Pegli (comprato su ebay senza indugio da Diego per 35 €: "Regalato" secondo il venditore)

Prima il video (storto)




Poi le immagini






Dopo aver preso confidenza col mezzo, approntiamo qualche modifica all'abbigliamento per affrontare in tutta sicurezza la pericolosa discesa: gomma piuma in ogni dove



tovaglia cinese a fiori per contrastare il freddo e mano posizionata lì dove deve stare



caschetto e scotch per riparare la preziosa testa del futuro sposo



[ intermezzo ]



ed ecco Martino pronto a partire





Ecco i video della discesa (con gustosi commenti degli "amici")





giunto in piazza rapisardi, dopo aver trangugiato un'ottima birra in lattina della peggior qualità (mentre noi degustavamo un'eccellente birra scura acquistata da Bottegà), si concede un giro tra i bambini festanti




che lo acclamano idolo incontrastato



ed eccoci da bolla per l'immancabile "ombre rosse" (lo so, è sbagliato ma non mi ricordo il nome ed è qualcosa che a a che fare col rosso) accompagnato da un cubano gentilmente offerto dal bar della stazione




"Che" GueDiego




cubano e rum fanno effetto...



Si parte infine per la mitica "Raffaella" in Varenna!




I segni della "Padania" restano indelebili




Dopo cena non c'è niente di meglio che una visita alla stazione di Granara








[notare la scritta sull'albero, non notata al momento a causa del buio. Chiediamo scusa se dovesse urtare la sensibilità di qualche lettore]




Vedendo la faccia del festeggiato possiamo dire: "Missione Compiuta"!!!



Terminiamo con uno scorcio panoramico sulla sempre incantevole val Varenna


venerdì 10 maggio 2013

Perchè i miracoli esistono

Rinascere a dodici anni:
Cronaca con video (di Matteo Osanna) di una sera a Ngong, per dare addio alla vita di strada.



Un gruppo di oltre venti ragazzini, vestiti di stracci, puzzolenti, alcuni già intontiti dai fumi della colla, altri invece con l’alito che odora di benzina, come lo scarico di un motore ingolfato. Un gruppo di bambini lanciati verso l’autodistruzione. Ne ho conosciuti tanti cosi, e nessuno è arrivato ai trent’anni. Questi li ho incontrati una sera del mese scorso, a Ngong, la cittadina ai piedi delle omonime famose colline dove Karen Blixen ha vissuto e ambientato il suo romanzo “out of Africa”, alla periferia di Nairobi. Piovigginava e la notte si annunciava fredda, ma di notti in strada quei bambini ne avevano già passate tante.
Quella sera era diversa perché c’era con loro un adulto, buon pastore. Jack, educatore di Koinonia, dopo averli inseguiti e fattiseli amici per mesi, li aveva radunati con una proposta: lasciate la vita di strada, venite con me e John, l’altro educatore, a Ndugu Ndogo. Vi daremo da mangiare ogni giorno, vi manderemo a scuola, potrete ripartire con una vita dignitosa, insieme, continuando ad aiutarvi come avete fatto per sopravvivere in strada. Noi vi accompagneremo, ma sarete voi a camminare.
In sè, la proposta non era poi cosi attraente. Quei bambini amano la libertà della vita di strada, la mancanza di disciplina, la possibilità di decidere ogni giorno cosa fare. Poi magari ogni tanto dopo aver racimolato qualche soldo, si concedono il lusso di ordinare un piatto di githeri (patate, chicchi di mais e fagioli bolliti insieme e insaporiti con erbe aromatiche) ad una delle donne che cucinano all’aperto, e si sdraino su un rato, al sole, immaginando che ci sia vicina la mamma che dice parole buone.
Ecco, questo è il punto, la cosa che manca di più, anche se nessuno lo vuol ammettere: Un adulto che ti vuol bene, che si interessa di te, che ti protegge e ti guida. Che quando c’è una difficoltà se ne fa carico, che ti aiuta a crescere. Ma la cosa davvero importante è che ti voglia bene.
Mister Kariuki è il proprietario del ristorante in cui Jack ha organizzato questo “addio alla strada”. E’ uno stanzone con pareti e tetto fatti di lamiera ondulata, tenuti insieme da una intelaiatura di legno, arredata con panche, e con braciere di carbonella in un angolo. Kariuki, che mi fa pensare ad un pugile a fine carriera e poi mi conferma di esserlo, lo ha messo a disposizione per una cifra modestissima, poi, mentre Jack parla ai ragazzi, è andato nel “negozio” vicino a comperare quattro forme di pane e cinque litri di latte per questi ragazzi affamati. Gli saranno costati quanto i profitti di tre giorni, ma rifiuta i miei ringraziamenti con un gesto della mano bofonchiando “sono figli nostri”.
La notte passa in fretta, con canti, danze, storie della vita di strada. Il mattino i bambini improvvisano una partita di pallone, fanno un bagno veloce in un fosso che le piogge della notte hanno trasformato in torrente. “Per presentarci puliti a Ndugu Mdogo”, mi dice serio Paul, 12 anni, il capobanda che la sera prima era ubriaco o era intontito dalla benzina, o entrambe le cose, mentre si immerge nell’acqua fangosa, e poi via verso la nuova casa. Solo tredici hanno avuto il coraggio di fare il salto. Gli altri preferiscono l’opzione offerta da Jack di aspettare qualche settimana, purché poi prendano un decisione definitiva. “Devono lasciare la strada convinti di fare una scelta importante e irreversibile – sottolinea Jack – perché se fallissero e tornassero indietro, diventerebbe psicologicamente impossibile per loro incominciare un altro percorso di recupero.”
Nelle quattro settimane successive li ho visti crescere giorno dopo giorno. Quando li saluto prima di partire per Verona , sono sono normalissimi ragazzini felici. Ancora una volta tre pasti al giorno e l’attenzione, l’ascolto, l’affetto, che Jack e John sono sempre pronti ad offrire stanno compiendo il miracolo della rinascita di tredici bambini.

venerdì 22 marzo 2013

Forse qualcuno si ricorderà..



di quando mezzo mondo protestava contro l'inutile e dannosa guerra in Iraq. Erano i tempi delle bandiere della pace e delle marce Perugia-Assisi.

Ovviamente Bush e combriccola non ci hanno dato ascolto (ma ne eravamo consapevoli) e questi sono i risultati

La guerra in Iraq è costata più di 2mila miliardi! - NEWAPOCALYPSE:

'via Blog this'

lunedì 18 febbraio 2013

Navi da Guerra e Pellegrinaggi

Il Papa, subito dopo l'annuncio del "nobile" gesto di rinuncia al papato, nomina Presidente dello IOR Von Freyberg. Tra le altre cose, è presidente di un gruppo industriale che fabbrica navi da guerra.

Ecco come risponde ai giornalisti il portavoce vaticano, P. Lombardi: "Non so se fanno navi da guerra o navi in generale, so che Von Freyber organizza anche pellegrinaggi a Lourdes".

Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh bhè direbbe Ema

Estiqaatsi! direbbe il Grande Capo Estiqaatsi

martedì 12 febbraio 2013

Rivoluzione Papale

Leggendo le storie degli altri 6 Papi che hanno abbandonato il pontificato mi rendo conto che quello di Ratzinger è il primo vero abbandono consapevole e apparentemente non derivante da motivazioni o eventi esterni alla Chiesa.
I primi 3, infatti, sono stati costretti alla rinuncia a causa delle persecuzioni contro i cristiani (siamo nel I millennio); il 4° - Benedetto IX - è stato un papa "sui generis": eletto papa, pare, all'età di 12 anni, fece una vita dissoluta, fu Papa per ben 3 volte e rinunciò al papato per sposarsi. Insomma a occhio direi nessuna analogia con Benedetto XVI. Il 5°, Gregorio XII, abbandonò il pontificato in seguito alle vicende legate al doppio papato, Romano e Avignonese, per favorire la riunificazione delle due sedi.
Qualche somiglianza col caso di Celestino V la si può trovare, tuttavia la figura di Pietro da Morrone, monaco eremita catapultato improvvisamente al soglio pontificio da cui si allontana, facendo il "gran rifiuto", per tornare alla tranquillità del suo eremo, non può essere paragonata a quella di un vescovo che è Cardinale dal 1977 e da allora ha vissuto in Vaticano ricoprendo diversi incarichi di prestigio e responsabilità: insomma non certo uno sprovveduto!.

Tutto ciò mi porta a concludere che il gesto di Ratzinger è del tutto inedito e certamente rivoluzionario nella millenaria storia della chiesa cattolica.

Ciò può significare solo due cose: o il papa (e i suoi consiglieri più stretti, perchè una decisione simile deve averla certamente condivisa con qualcuno) ha voluto consapevolmente mettere in atto un gesto rivoluzionario che cambierà per sempre la concezione del papato, creando un precedente davvero di portata storica, oppure dietro al suo ritiro ci sono delle ragioni che noi comuni mortali non possiamo conoscere, ma di una portata tale da indurre il papa ad un gesto così estremo. Fare delle ipotesi risulta del tutto azzardato e privo di qualsiasi razionalità, perciò non possiamo fare altro che attendere gli eventi.

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