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domenica 12 aprile 2026

Recensione del libro "Trilogia della città di K." di Agota Kristof

Questo libro è una storia nella storia, una realtà che si fa finzione, un intreccio di verità e fantasia che si fa fatica a districare. Il racconto, narrato in uno stile asciutto e impersonale, costituito da frasi secche e brevi, è appassionante perché ricco di episodi curiosi, macabri, grotteschi che non lasciano il tempo al lettore di annoiarsi. È dunque una lettura tutto sommato piacevole, tuttavia personalmente fatico a cogliere il senso complessivo della storia, il messaggio che vorrebbe lanciare. Ma questa è solamente una mia personale sensazione perché sono convinto che ogni libro, e più in generale ogni opera d'arte, parli a ciascuno con tempi e modi diversi; ci sarà dunque sicuramente qualcuno che avrà tratto ottimo spunti di riflessione anche da questo romanzo.

I miei figli ogni tanto se ne escono con: a cosa serve nella vita studiare latino (sapere fare le divisioni, conoscere i promessi sposi, fare l'analisi grammaticale eccetera eccetera)? Aggiungo io: a cosa serve nella vita aver letto Trilogia della città di K.? La mia risposta, quella che do anche ai miei figli, è molto banale, talmente banale che non la scrivo nemmeno qui e la lascio immaginare a voi lettori di questa recensione (chi mai saranno poi questi lettori è arduo immaginare, se per caso sei uno di questi se vuoi lascia un mi piace). 

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